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Psicologi

Psicoterapia EMDR Senago – Dott.ssa Alessandra Marelli


8 Febbraio 2019 By admin Lascia un commento

Psicoterapia EMDR Senago, Dott.ssa Alessandra Marelli, cos’è la Psicoterapia EMDR Senago e come funziona?

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.
L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni
fisiche si riducono di intensità.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche.

Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi. Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-­traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l’iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo.

Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia. Si sente che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato.

I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Dopo la seduta di Psicoterapia EMDR Senago, il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Cos’è il ricordo traumatico, come viene immagazzinato nel nostro cervello e perché è importante elaborarlo?
La maggior parte delle cose che fanno parte della nostra routine vengono processate e gestite dal nostro cervello in maniera quasi impercettibile. Molti eventi routinari vengono presto dimenticati.

Tuttavia quando ci troviamo di fronte a qualcosa di spaventoso e di orribile il nostro sistema si sovraccarica e collassa. I due sistemi di memoria, quello razionale e quello emotivo (area limbica e tronco encefalico) che normalmente sono in equilibrio, vengono alterati. Oltre a ciò altre aree cerebrali vengono disconesse e le informazioni che solitamente riusciamo a processare e a gestire non vengono immagazzinate in maniera corretta. Quindi tutto ciò che ha costruito un trauma non viene immagazzinata secondo una logica e una narrativa scorrevoli e coerenti, ma solo attraverso frammenti sensoriali ed emotivi, quindi immagini, suoni e sensazioni fisiche.
Ecco perché spesso i ricordi legati ad un trauma non sono sempre raccontabili.

Inoltre, a differenza della normale memoria, i ricordi traumatici non sono purtroppo soggetti al logoramento dovuto al trascorrere del tempo. Se, ad esempio, abbiamo vissuto un trauma da bambini, questo non verrà “cancellato” con il trascorrere degli anni. Resterà come congelato, pronto a riemergere, in maniera però frammentata, non appena ci sarà uno stimolo sensoriale che lo riattiverà. Inoltre non abbiamo nessun controllo su questi ricordi che, spesso, riemergono sotto forma di disturbo che però non trova coerenza nel vissuto che ricordiamo. Quindi non sappiamo rintracciare l’origine del nostro malessere.

In cosa consiste la Psicoterapia EMDR Senago e come può aiutare la persona a riprendersi la sua vita?
L’intuizione geniale di colei che per prima mise a punto la terapia EMDR (F. Shapiro) fu quella di associare una
stimolazione bilaterale oculare (gli occhi vanno da destra a sinistra come nella fase di sonno REM) all’evento traumatico, scoprendo così che questa esperienza era in grado di riattivare il sistema di rielaborazione della persona che è concentrata sull’evento traumatico.

Le immagini disturbanti, i suoni, le sensazioni e le emozioni legate ad un particolare evento traumatico, perdono di intensità mano a mano che si procede con la stimolazione. L’obiettivo finale è quello di desensibilizzare l’esperienza traumatica. Durante l’elaborazione inoltre, la persona può rievocare eventi e ricordi che sono utili per riparare l’esperienza.

La persona che si rivolge ad una terapeuta EMDR formato e qualificato, trae un enorme beneficio da questo percorso in tempi ridotti rispetto ad altri trattamenti psicoterapici.
La prima fase della terapia prevede una fase anamnestica, ovvero una raccolta di informazioni sulla persona. Con la terapia EMDR si possono trattare efficacemente, oltre al Disturbo Post Traumatico (PTSD) tutti i più diffusi disturbi (disturbi d’ansia e dell’umore ad esempio) che spesso rendono la vita delle persone molto difficile.

Contestualmente si identificano le risorse della persona. Questo approccio infatti, oltre a lavorare in maniera ottimale sul trauma, si concentra anche sulle risorse del paziente, rinforzandole e sostenendole. Si prepara poi il paziente al trattamento, gli viene spiegata la teoria e vengono illustrate le diverse fasi.

Si passa poi a lavorare su quelli che sono i target identificati precedentemente e che causano al paziente un certo disturbo. Una volta che tutti i traumi vengono elaborati si verifica l’equilibrio raggiunto della persona e si può così
chiudere la terapia.

Chi può sottoporsi ad una Psicoterapia EMDR Senago?

Oltre che ad adulti, la terapia EMDR è indicata anche per le coppie e per i bambini, senza limitazioni rispetto all’età. Per i malati oncologici, per pazienti affetti da malattie croniche e per tutti coloro che sentono di avere bisogno.

Esistono infatti protocolli specifici ed indicati per ogni disturbo e per ogni tipologia di pazienti. L’importante è affidarsi a terapeuti qualificati ed abilitati alla psicoterapia EMDR.

Ci sono state moltissime ricerche sull’efficacia della terapia EMDR. Ad oggi è considerata una teoria evidence based elettiva per il trauma. Le diverse ricerche hanno cercato di comprendere quali fossero i sui meccanismi di azione. Esistono infatti delle aree cerebrali molto attive subito dopo il trauma, l’amigdala, la corteccia prefrontale, l’area limbica ed altre.

Dopo il trattamento emdr queste aree non si attivano più ma si attivano maggiormente altre aree, ad esempio quella cognitiva e visiva. Il paziente vede il ricordo come una cosa dolorosa, ma ora ne può parlare e riesce a collocarla nel passato.

Dott.ssa Alessandra Marelli, Psicoterapia EMDR Senago

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Disturbi Dell’Umore Senago – Dott.ssa Alessandra Marelli


7 Febbraio 2019 By admin Lascia un commento

Disturbi Dell’Umore Senago, Dott.ssa Alessandra Marelli, si dividono in:

Disturbi depressivi. Quando si parla di un disturbo depressivo è importante sottolineare come non tutte le modificazioni del tono dell’umore sono da considerarsi patologiche. A tutti capita di provare, in alcuni momenti della propria vita, sentimenti come tristezza, sconforto, pessimismo. Essere tristi è normale e fa parte della vita. Ma in un soggetto sano queste sensazioni hanno breve durata. Si parla di depressione quando il disturbo dell’umore è pervasivo e influenza significativamente il funzionamento sociale, lavorativo e relazionale del soggetto. Riconoscere un disturbo depressivo in fase iniziale è importante in quanto, più rapida è la diagnosi, migliore è la prognosi. Molto spesso invece persone convivono con un disturbo depressivo per anni. Per poi arrivare ad uno specialista mediamente dopo due anni dall’esordio del disturbo.
Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente. Questo disturbo è diagnosticabile in minori fino al diciottesimo anno di età. E’ un disturbo caratterizzato dalla persistente irritabilità che comporta scatti di rabbia e aggressività frequenti (almeno tre volte alla settimana). Elemento caratterizzante il disturbo è relativo ai sentimenti di irritabilità che permangono tra una crisi di rabbia e l’altra. Il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente necessita, per poter essere diagnosticato, di un esordio compreso tra i 6 anni e i 10 anni di età. Il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente spesso evolve, in adolescenza o nella prima età adulta, in un disturbo d’ansia o in una depressione maggiore.
Depressione maggiore. Quando parliamo di depressione maggiore parliamo di una categoria di Disturbi dell’umore Senago che richiede un intervento medico specialistico. La depressione maggiore, detta anche depressione endogena, è una depressione non legata a particolari eventi (lutti, perdite, situazioni stressanti). I sintomi principali della depressione maggiore riguardato il tono dell’umore, la spinta vitale, i pensieri e la capacità di concentrazione. La depressione maggiore si caratterizza per questi sintomi: umore depresso per la maggior parte della giornata, marcato disinteresse o piacere verso le normali attività, significativa perdita di peso o alterazioni dell’appetito (aumento o diminuzione significativi), insonnia o ipersonnia persistente, agitazione psicomotoria o rallentamento della motricità, sensazione di fatica o di perdita di energie, bassa autostima o eccessivi sensi di colpa, diminuzione delle capacità di attenzione e concentrazione, ricorrenti pensieri di morte, ideazioni suicidarie o tentativi di suicidio.
Disturbo Depressivo Persistente. E’ un disturbo caratterizzato da un umore depresso cronico, che si manifesta quasi tutti i giorni, per almeno due anni. Possono verificarsi periodi in cui l’umore è “nella norma” ma tendenzialmente non durano che qualche giorno o qualche settimana. In genere questo tipo di disturbo è difficile da individuare in quanto i sintomi principali di questo disturbo non sono così gravi come il disturbo depressivo maggiore. I sintomi del disturbo depressivo persistente sono: scarso o eccessivo appetito, insonnia o ipersonnia, scarsa energia e senso costante di fatica, bassa autostima, calo della concentrazione e difficoltà a prendere decisioni, sensazione di essere “senza speranza”.
Disturbi bipolari. Nei disturbi bipolari osserviamo la presenza di episodi maniacali o ipomaniacali alternati da episodi depressivi. Nella mania o nell’ipomania (che è una variante “leggera” della mania) l’umore si definisce “espanso“, elevato, euforico. Un paziente che presenta un episodio maniacale può mostrare logorrea, accellerazione del contenuto del pensiero, ridotto bisogno di sonno, attivazione psicomotoria, fino a portare a spese eccessive e comportamenti disinibiti. I disturbi bipolari sono così suddivisi: Disturbo Bipolare I (caratterizzato da alternanza di episodi maniacali, ipomaniali e depressivi); Disturbo Bipolare II (caratterizzato da alternanza di episodi ipomaniacali e depressivi); Ciclotimia (caratterizzata da alternanza di lievi episodi ipomaniacali e lievi episodi depressivi); Disturbo Bipolare indotto da sostanze (quando l’alterazione del tono dell’umore è attribuibile solamente a farmaci o sostante assunte dal paziente)
Quali sono le ragioni che possono favorire l’insorgere di Disturbi bipolari Senago? E quando sarebbe opportuno ricorrere ad una terapia di tipo psicologico?

Può succedere che nella vita ci siano periodi particolarmente difficili nei quali sentiamo che ci manca il terreno sotto i piedi.

Può trattarsi di un lutto vero e proprio oppure della perdita del lavoro, della rottura di una storia d’amore, matrimonio o convivenza, della ricerca di un figlio che non arriva, oppure che arriva con una grave patologia, piuttosto che di un cambiamento di vita radicale come un trasferimento o il pensionamento.

Ci sentiamo soli. Non per il fatto che lo siamo veramente, ma perché, dentro di noi, sentiamo che nessuno sarebbe in grado ci capire la nostra difficoltà ma, soprattutto di sostenerci.

Non vogliamo tuttavia ne essere compatiti ma nemmeno essere ignorati. Non sappiamo bene nemmeno noi, in fondo, cosa desideriamo, se non, stare meglio.

Una consulenza psicologica è esattamente questo.

Non un consiglio (per quelli esistono gli amici) non una verità assoluta, non un dictact comportamentale. Ma sostegno e ascolto empatico.

Una condivisione di ciò che ci affligge sapendo che, indipendentemente da ciò che racconteremo, non verremo giudicati. Ma sostenuti. Sapremo di parlare con qualcuno di competente e ciò ci consentirà di stare meglio.

Una consulenza può essere (anche se succede di rado) singola (ad esempio le consulenze che mi capita di fornire ai genitori che non sanno come gestire una data situazione con il loro figlio e quindi riescono a risolvere il loro problema con una sola seduta) oppure una serie di incontri.

Questi incontri si possono poi trasformare in una vera e propria terapia. Ovvero in un’indagine decisamente più approfondita e lunga che ci consente di capire, qualora naturalmente ce ne fosse il desiderio e la necessità, qualcosa di più arcaico e incarnato di noi e della nostra personalità.

Dunque un lavoro che si pone altri obiettivi, oltre a quello di risolvere uno specifico problema.

Certo, la soluzione di un disagio rimane sempre la richiesta di base, tuttavia, spesso capita che, risolto il problema per il quale si va dallo psicologo per una consulenza, ecco che se ne presenta immediatamente un altro, magari apparentemente sconnesso al precedente e la persona ha il desiderio di capire cosa anima la regia di questi episodi della sua vita.

Ovvero qual è o quali sono le premesse di base per cui, per un motivo o per l’altro, sta male.

Dott.ssa Alessandra Marelli, Disturbi Dell’Umore Senago

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Problemi di Coppia Senago – Dott.ssa Alessandra Marelli


5 Febbraio 2019 By admin Lascia un commento

Problemi di Coppia Senago – Dott.ssa Alessandra Marelli, Stare insieme ad un’altra persona, che non sia noi, non è affatto semplice. Non è nemmeno un percorso lineare. Tutt’altro. Stare insieme ad un’altra persona, quindi in coppia, è un vero è proprio percorso ad ostacoli che spesso può generare dei Problemi di coppia Senago.

Non solo ci siamo noi con le nostre necessità, i nostri bisogni, i nostri desideri, i nostri difetti, la nostra personalità, le nostre peculiarità, i nostri vizi e le nostre abitudini, ma c’è anche un’altra persona con le sue.

In terapia della Gestalt si parla di co-creazione. Ovvero ciò che nasce dall’incontro tra due persone che, con il loro interagire, sono capaci dunque di creare qualcosa insieme.

Quando però, per uno o più motivi, si “rompe” l’armonia della coppia, ecco che accadde ciò che molti di noi hanno provato sulla propria pelle e con le loro esperienze.

Si cerca, o almeno si crede, di dialogare con il partner che sembra non capire più la nostra lingua, che sembra non accettare più ciò che prima lo aveva fatto innamorare.

Io credo che, sebbene in alcune coppie possa trattarsi della fine dell’amore e quindi della possibilità di continuare a condividere lo stesso progetto di vita, per la maggior parte delle coppie si tratta di un interruzione di contatto. Ovvero i due partner hanno voglia di capire e di farsi capire ma non riescono a raggiungersi.

In un’ottica di terapia della Gestalt non si impone quindi alla coppia un cambiamento ma si cerca e si sostiene quell’intenzionalità di contatto che li ha portati a stare insieme e a scegliersi e che li ha condotti in terapia.

Le coppie sono chiamate ad essere protagoniste del lavoro terapeutico, non sono ospiti passivi ne il terapeuta è schierato con l’uno o con l’altro. Sono protagonisti attivi e, compito del terapeuta, è quello di fare ri-emergere ciò che già la coppia possiede, come competenza e come risorsa.

Quindi il lavoro non sarà mirato a sottolineare ciò che nella coppia non funziona, ma esattamente il contrario.

Quali sono le cause principali che possono dare vita a dei Problemi di coppia Senago?

In una ipotetica semplificazione, si potrebbero raggruppare le cause principali di crisi all’interno di una coppia, in quattro punti essenziali:

La presenza di famiglie di origine che interferiscono eccessivamente con il ménage della coppia. Questa eventualità accade solitamente o perché uno dei due membri non si è mai realmente svincolato dalla propria famiglia, oppure quando per via di particolari accadimenti la famiglia di origine interviene eccessivamente sulla coppia, creando loro disagio. Chi non è ancora completamente uscito dalla propria famiglia di origine, solitamente, quando parla con il partner fa riferimento a quello che pensano i suoi genitori: “Andiamo in Messico? “No, meglio di no, altrimenti mia mamma me lo fa pesare perché dice che lì c’è il terrorismo”.
Rottura del patto implicito: ogni coppia basa il proprio rapporto su alcune condizioni che vengono esplicitate chiaramente (“guai a te se mi tradisci”) mentre altre rimangono “non dette” ma date per scontate per il buon proseguimento della storia (non si esplicita solitamente al partner che “se diventi uno stupratore non ti vorrò più con me” sebbene lo si pensi). Un partner può quindi tradire la coppia non soltanto andando fisicamente con un’altra persona, ma anche mancando alle aspettative non dette che vengono costantemente nutrite nei suoi confronti. Si pensi, ad esempio, alla donna che dice “non ha sposato me, ma il suo lavoro” e per questo si senta tradita dal marito e mette in discussione la progettualità della coppia.
Eventi della vita che vanno oltre la soglia della sopportabilità o che comunque sono imprevisti, come capita con la nascita di un bambino con disabilità. Occorre qui prestare attenzione a non confondere il trauma con lo stress: il trauma è un qualcosa per cui non siamo psichicamente attrezzati e pertanto quando ci troviamo ad affrontarlo “andiamo fuori di testa”, mentre lo stress è qualcosa verso cui, al contrario, siamo attrezzati. Il fatto che nel corso della nostra vita prima muoiano i vecchi e poi i giovani ha un senso, mentre quando sono i bambini a lasciarci per primi, allora è insopportabile: non abbiamo “spalle psichiche” idonee per sopportare l’accadimento. Il trauma è un terremoto che ci scombina perché fa traballare le cose che in realtà dovrebbero stare ferme. E’ ovviamente una situazione che si può gestire, ma resta un evento che così come scuote il singolo, ha un effetto devastante anche nella coppia. Il lutto di una persona alla quale ci si è sempre aggrappati non è fisiologico, ma traumatico. Una malattia molto grave è un trauma. Un grave tracollo economico è un trauma. Di fronte a questi accadimenti può darsi che la coppia abbia le sue difficoltà e non tenga.
L’evoluzione di un solo partner. Se uno dei due partner evolve in modo da distanziare l’altro per via di una crescita di consapevolezza, di intraprendenza o di maturità, l’altro non lo riconosce più: “non è la persona che ho sposato”. Se invece entrambi evolvono (non necessariamente nella stessa direzione) è un discorso diverso. Ma se cambia solo uno dei due può essere rischioso: solitamente sono più le donne a fare passi avanti, mentre gli uomini sono quelli che non le riconoscono più e, spiazzati, fanno cose “stupide” per tenerle alla pari (e quindi con risultati scarsi e spesso controproducenti).
Specializzata in Problemi di coppia Senago è la Dott.ssa Alessandra Marelli: psicologa e psicoterapeuta EMDR I e II livello libera professionista, esperta in psicologia perinatale e fisiologia, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, specializzata in psicoterapia della Gestalt H.C.C.

La Dott.ssa Marelli riceve sia bambini che adulti, individui o coppie solamente su appuntamento, presso gli studi di Senago (Mi), Bollate (Mi) e Garbagnate Milanese (MI). Su richiesta, e per particolari situazioni, riceve anche a domicilio. Si occupa, inoltre, anche di supervisioni all’interno di asili nido e scuole materne e di formazione specifica per gli operatori d’infanzia (educatori, maestre e insegnanti).

I suoi ambiti di intervento possono essere suddivisi in:

  • Area clinica
  • Area perinatale
  • Area consulenze
  • Area formazione

Per maggiori informazioni, è possibile contattarla al numero 333.2328688.

Dott.ssa Alessandra Marelli, Problemi di Coppia Senago

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Disturbi D’Ansia Senago – Dott.ssa Psicologa Psicoterapeuta Alessandra Marelli


18 Gennaio 2019 By redazione Lascia un commento

Disturbi D’Ansia Senago, Dott.ssa Psicologa Psicoterapeuta Alessandra Marelli, nel mondo ci sono milioni di persone che soffrono di Disturbi d’ansia Senago, eppure non tutti ricorrono alla terapia.

Ma che cos’è l’ansia? E quando i disturbi da essa generati devono essere considerati patologici e opportunamente trattati?

L’ansia è una reazione istintiva di difesa legata all’istinto di conservazione. E’ un’emozione che attiva una risposta di adattamento agli stimoli esterni considerati pericolosi preparando alla reazione e creando uno stato di tensione a cui si associano spesso anche sintomi fisici. Tutti possiamo sperimentare ansia nel corso della vita e talvolta un certo livello di ansia può essere utile. L’ansia può aiutarci a far fronte ad eventi per noi importanti ad esempio stimolandoci a studiare più intensamente per un esame. In questi casi si parla di Ansia Fisiologica e ad essa si associano sintomi fisici quali tremore, sudorazione, palpitazioni ed aumento della frequenza cardiaca.

L’Ansia Patologica è, invece, una risposta eccessiva caratterizzata dalla presenza di sentimenti di apprensione in assenza di gravi e realistiche motivazioni esistenziali o ambientali e che determina un’alterazione delle normali capacità individuali. Si differenzia dalla paura in quanto questa è la reazione nei confronti di una causa nota.

I Disturbi d’ansia Senago possono assumere molte forme:

  • Ansia generalizzata. E’ un disturbo caratterizzato da una forma eccessiva e non realistica di ansia e di preoccupazione (attesa apprensiva: che si manifesta per la maggior parte dei giorni da almeno sei mesi), relativa a circostanze della vita quotidiana (ad esempio, responsabilità lavorative o scolastiche, problemi economici, salute dei famigliari,) senza che vi sia, di fatto, un vero motivo di preoccupazione. L’intensità, la durata e la frequenza dell’ansia sono eccessive rispetto alla reale probabilità o all’impatto dell’evento temuto, ma nonostante ciò il soggetto è afflitto da queste preoccupazioni che non riesce a controllare e che gli causano un profondo disagio e un’alterazione del suo funzionamento sociale e lavorativo.
  • Attacchi di panico. Sono dei disturbi caratterizzati da inaspettati e ricorrenti attacchi di panico, cioè episodi acuti di ansia, in cui il paziente avverte, in modo imprevisto ed imprevedibile, un’ansia intollerabile, un nodo alla gola, un’angosciante “fame d’aria”, il battito del cuore affrettato, sudorazione, vertigine ed infine (forse l’aspetto più angosciante) la paura di impazzire perdendo il controllo della propria mente e di morire. Gli attacchi spesso si manifestano “a ciel sereno”, nel senso che, al momento dell’attacco, non è presente una situazione in grado di costituire motivo d’ansia, trattandosi sovente di situazioni routinarie: passeggiando per strada, guidando l’auto, assistendo ad una proiezione cinematografica, facendo acquisti al supermercato. Talora, invece, il primo episodio si manifesta in situazioni drammatiche della vita del paziente, come gravi incidenti o morti improvvise di persone care.
  • Fobie. La fobia è un timore morboso di situazioni, oggetti o atti di per sé non pericolosi o solo potenzialmente o ipoteticamente tali. L’ansia è per tanto ingiustificata o del tutto sproporzionata al fattore reale che la causa. Il soggetto fobico, pur cosciente dell’assurdità della sua paura, non riesce a dominarla né a liberarsene e si sente costretto ad evitare quelle situazioni o quegli oggetti che evocano in lui un’ansia insopportabile. Le fobie più comuni riguardano animali, insetti, sangue, ferite, interventi odontoiatrici o medici in generale, altezza, acqua, temporali, vento, rumori forti, buio, volare e guidare.
  • Ossessioni e compulsioni. Sono disturbi caratterizzati dalla intrusione nella coscienza di pensieri (ossessioni) o di spinte impellenti all’azione (compulsioni) che si impongono e permangono nonostante gli sforzi del paziente a liberarsene.

Le persone affette da Disturbi d’ansia Senago , spesso, ignorano che potrebbero stare meglio, che potrebbero avere una vita serena e potenzialmente più felice di quella che hanno. Hanno vissuto magari molto tempo accompagnati dalla paura e dall’ansia. A volte pensano che non ci sia nulla da fare, a parte rassegnarsi. Accettano la paura e l’ansia come se fossero dei tratti della loro personalità, qualcosa che hanno sempre avuto e di cui pare impossibile liberarsi. Dovrebbero sapere, invece, che non è così. Che nessuno di noi viene al mondo con delle paure o delle ansie. Che non fanno parte del patrimonio genetico. Che queste hanno un’origine (sempre) e che non si è condannati a subirle per il resto della vita.

A volte queste persone organizzano la loro vita in base alle loro paure. Evitando, ad esempio, luoghi o situazioni ansiogene. La strategia di evitamento, sebbene sia la più diffusa, non è la soluzione ottimale. Non ci consente infatti di vivere al massimo del nostro potenziale. Ci limita nella nostra vita, ci preclude alcune possibilità. Ci fa soffrire, ci fa sentire sempre dipendenti da qualcuno o qualcosa. E, inoltre, a volte, non è possibile praticarla senza subire danni secondari.

Talvolta la paura può essere stata originata da un trauma ben identificabile. Ad esempio, se ho subito, oppure ho assistito, ad un incidente automobilistico grave, dove ci sono stati vittime e feriti, può darsi che svilupperò una paura esagerata delle automobili e che non vorrò più guidare. In questo caso la persona sa bene qual è il motivo scatenante della sua paura. Ma non sempre è così chiaro e lampante. Ci sono persone che hanno delle paure invalidanti che non riescono tuttavia a correlare a nessun evento diretto. Spesso infatti riferiscono che “sono sempre state così”. Oppure si ricordano che da un certo momento in poi è comparsa la paura ma non riescono comunque ad associarla a nessun evento particolare.

Prendiamo un esempio molto diffuso. La paura, che spesso diventa invalidante, di uscire di casa o di restare da soli. Spesso la persona in terapia riferisce che non è accaduto nulla nella sua vita tale da giustificare una paura del genere, di non riuscire proprio a capirne il motivo. Anche per questo, spesso, le persone si sentono in colpa, come se fossero difettose e faticano a parlarne con altri per timore di essere giudicate e non capite.

Molto spesso, l’origine del malessere, dell’ansia, del terrore, è li, nella nostra storia di vita, tra le trame relazionali e, soprattutto, primarie. Spesso tra gli eventi della nostra infanzia. La mente, a volte, non riesce ad elaborare tutto ciò che ci accade nella vita. E allora ecco che ciò che non è elaborato resta immutato nella nostra rete mnestica. Tuttavia, la presenza di materiale non elaborato, anche se risale a molti anni prima, incide sul nostro presente.

Dott.ssa Psicologa Psicoterapeuta Alessandra Marelli, Disturbi d’ansia Senago

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Psicoterapia Attacchi Di Panico Piazza Fiume – Dott.ssa Olimpia Miraglia


10 Dicembre 2018 By redazione Lascia un commento

Psicoterapia Attacchi Di Panico Piazza Fiume, Dott.ssa Olimpia Miraglia, la Dott.ssa Olimpia Miraglia si occupa di Psicoterapia attacchi di panico Piazza Fiume.
Psicologa Clinica e Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico, Specialista in Psicologia Perinatale e della Riproduzione e in Disturbi del Comportamento Alimentare a Roma e Napoli.
Da anni si occupa di Disturbi Alimentari, Infertilità, ITG e IVG, Gravidanza, Lutto, Depressione, Genitorialità, Ansia, Attacchi di panico, bassa Autostima, Tutoraggio Studi / Sostegno Psicologico rivolto a Studenti Universitari.
Attualmente collabora con il Centro Chemis (Centro di Procreazione Medicalmente Assistita PMA) di Napoli occupandosi di Colloqui Psicologici e di Sostegno rivolti a persone con difficoltà riproduttive e/o che devono intraprendere un percorso di Fecondazione Assistita; con l’Associazione Vita di Donna Onlus (Roma) Promuove progetti rivolti a studenti in merito all’alfabetizzazione emotiva, autostima, successo formativo, educazione psicosessuale, sostegno psicologico e tutoraggio universitario.

La Dott.ssa Olimpia Miraglia si occupa di Psicoterapia attacchi di panico Piazza Fiume.

Il DSM 5 inserisce all’interno dei Disturbi d’ansia:

➢ Disturbo d’ansia da separazione

➢ Mutismo selettivo

➢ Agorafobia

➢ Ipocondria

➢ Fobie specifiche

➢ Disturbo d’ansia generalizzata

➢ Disturbo di panico

➢ Fobia sociale

➢ Disturbo d’ansia indotto da sostanze

L’attacco di panico, presente in diversi disturbi d’ansia, si riferisce ad un breve periodo in cui l’individuo viene improvvisamente travolto da uno stato di terrore, spesso legato alla necessità di scappare di fronte a eventi ritenuti incombenti e catastrofici. I sintomi, soprattutto organici e molto simili a quelli che compaiono nella prima fase di un infarto, raggiungono il picco in 10 minuti e sono almeno quattro fra i seguenti: Palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, instabilità, svenimento, sensazione di sbandamento, testa leggera, derealizzazione, depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie, sensazione di torpore, formicolio, brividi, vertigini.

Non trattandosi di un disturbo codificabile, bisogna dunque individuare la diagnosi specifica all’interno della quale si manifesta l’attacco di panico (ad esempio fobia sociale). Nella storia delle persone che soffrono di tale disturbo, sono presenti spesso eventi stressanti o la separazione da figure significative prima dell’insorgenza dell’attacco di panico. Ciò, da un punto di vista psicoanalitico, può essere letto come l’impossibilità, da parte del soggetto, di fare appello a un’immagine interna positiva capace di contenere l’ansia perché dato che lui è scarsamente sviluppata la costanza dell’oggetto.

(“ABC della Psicopatologia, M. Falabella, Ed Magi, 2008)

La Dott.ssa Olimpia Miraglia si occupa di Psicoterapia attacchi di panico Piazza Fiume.

Dott.ssa Olimpia Miraglia, Psicoterapia Attacchi Di Panico Piazza Fiume

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